Il territorio del Comune di Remanzacco è interessato da una rete idrografica superficiale con prevalente andamento Nord Est-Sud Ovest, con il Torrente Torre, Ellero, Grivò e Malina, appartenenti al bacino idrografico del Fiume Isonzo. Presenza e conformazione dei corsi d’acqua naturali e di origine antropica caratterizzano fortemente il territorio comunale, ed in particolare l’area interessata dal Parco Comunale, i cui confini seguono per gran parte la struttura della rete idrografica. I corsi d’acqua presenti hanno prevalentemente regime torrentizio (Torrente Torre, Malina, Grivò, Ellero), cui si affiancano canalizzazioni di origine antropica (Roggia Cividina).

 

Il Torrente Torre

Il Torrente Torre è il principale affluente di destra del Fiume Isonzo, nasce a 529 m s.l.m. nella catena prealpina dei Musi. Dopo Tarcento e presso Nimis, ricevute le acque del Cornappo, è in parte captato per usi civili (acquedotti) e per l’irrigazione dell’alta pianura. Presso Reana del Rojale e Savorgnano del Torre le acque tendono a disperdersi nel sottosuolo molto permeabile e per un lungo tratto il letto è normalmente asciutto, salvo dopo intense piogge. In questa parte mediana il letto ghiaioso è molto ampio (la larghezza raggiunge anche i 500 metri). Dopo Pradamano e la confluenza con la Malina, nei pressi di Trivignano Udinese riaffiora e riceve le acque del Natisone. Da qui scorre per un brevissimo tratto in provincia di Gorizia, ricevendo da sinistra il torrente Iudrio per poi rientrare in provincia di Udine dove, dopo 70 km, sfocia da destra nell’Isonzo. Il tratto che attraversa il Comune di Remanzacco è quindi spesso asciutto, con scorrimento in subalveo e portate a regime torrentizio a seguito di fenomeni piovosi.

 

Il Torrente Malina

Il Torrente Malina è l’affluente più consistente del Torre a monte della confluenza con il Natisone. Nasce in comune di Attimis, nella frazione di Subit. Il Malina drena tutte le acque della zona collinare compresa tra il Natisone ed il Cornappo a monte di Buttrio. La sua funzionalità fluviale è penalizzata dalla riduzione della fascia perifluviale, dalla semplificazione morfologica e dalla presenza di insediamenti industriali e scarichi. In particolare nel tratto compreso nel Parco Comunale vi è una massiccia artificializzazione delle sponde e degli argini. Le numerose briglie presenti hanno determinato un rallentamento delle acque in occasione dei fenomeni di piena, con il conseguente accumulo di materiale ghiaioso in alveo. La ridotta velocità delle acque ha permesso una notevole crescita di vegetazione in alveo, con la diffusa presenza di Amorpha fruticosa (specie alloctona). Complessivamente il tratto compreso nel Parco Comunale è caratterizzato da scarsa o nulla naturalità delle sponde, la vegetazione perifluviale è compromessa dalla diffusione di specie alloctone e ruderali. La presenza di acqua in alveo è limitata ad intensi fenomeni piovosi.

Il Torrente Ellero

L’Ellero è il corso principale dell’intero sistema idrografico del Malina, drenandone la parte predominante (92.7 km²) del bacino e convogliando i deflussi più significativi che caratterizzano le portate di piena del Malina alla confluenza con il Torre. L’Ellero, lungo poco più di 16km, è l’asta centrale di un sistema idrografico che prima della confluenza con il Malina raccoglie in destra le acque del bacino (30.2 km²) del Grivò di Faedis (comprensivo dei sottobacini del Cernea e dello Sghiava) ed in sinistra le acque del bacino (40.3 km²) del Chiarò (inteso come unione dei due sottobacini del Chiarò di Torreano e di Prestento). L’Ellero, il Grivò ed il Chiarò hanno subito nel tempo interventi di regimazione che hanno contribuito a fissare planimetricamente ed altimetricamente i rispettivi alvei ordinari. Trattasi sia di interventi di difesa longitudinale (protezione delle sponde arginali) che opere trasversali (briglie e soglie fisse) che da un lato hanno risolto gran parte delle problematiche di difesa idraulica del bacino del Malina, dall’altro ne hanno ridotto le condizioni di naturalità e funzionalità ecologica. Nel primo tratto, fino a Campeglio (Faedis) l’Ellero presenta condizioni di naturalità con scarse pressioni antropiche, che portano a definirne buona la funzionalità e uno stato ecologico potenzialmente elevato. Più a valle (da Moimacco) il torrente, tipizzato come effimero e individuato come fortemente modificato, attraversa aree agricole. Le principali pressioni rilevabili sono la presenza di coltivazioni intensive, di briglie e di opere di difesa spondale e la parziale rettificazione. La funzionalità fluviale risulta scadente a causa della scarsa ampiezza e semplificazione della fascia perifluviale, costituita da una vegetazione erbaceaarbustiva non igrofila, e da tutte le modificazioni idromorfologiche che semplificano notevolmente ’ambiente fluviale.

Il Torrente Grivò

Presso l’abitato di Faedis la valutazione della funzionalità complessiva risulta mediocre a causa dell’assenza di vegetazione funzionale in fascia perifluviale, di limitate aree di esondazione e di una morfologia parzialmente semplificata da interventi antropici. A valle di Faedis la funzionalità è penalizzata dai rimaneggiamenti effettuati in alveo. Il torrente Grivò è affluente del Malina.

La Roggia Cividina

La roggia Cividina è un canale artificiale che ha origine dallo sbarramento sul torrente Torre in località Zompitta, nel Comune di Reana del Rojale, che scorre in direzione nord-sud prima di immettersi nel torrente Malina in prossimità della sua confluenza con il Torre. Conclude il suo corso nel Comune di Manzano, confluendo nel rio Manganizza e quindi nel Natisone. Trattandosi di un corso d’acqua artificiale non presenta il carattere torrentizio che caratterizza l’idrografia superficiale naturale del territorio, ed è l’unico corso d’acqua a portata permanente. Lungo la Roggia Cividina non sono presenti stazioni di rilevamento della qualità delle acque, pertanto non sono disponibili dati.