Gennaio 2, 2020 News Nessun commento

L’individuazione dell’avifauna presente nel Parco del Torre e del Malina è avvenuta attraverso la consultazione della bibliografia specialistica, l’osservazione diretta, la raccolta di dati storici di presenza attraverso la consultazione di collezioni private (esemplari regolarmente detenuti e denunciati in base alla normativa vigente) e intervistando i proprietari delle stesse ed altri appassionati. Raccogliendo questi dati è stato possibile redigere una checklist delle specie presenti e potenzialmente presenti nel Parco del Torre e del Malina.

 

L’avifauna dei magredi e degli alvei ghiaiosi

Le aree magredili sono caratterizzate da tre fasce di vegetazione: il greto, dove troviamo la vegetazione pioniera su ghiaia, il magredo primitivo ed il magredo evoluto. Negli ampi tratti aperti di greto con ghiaie superficiali e vegetazione rada lungo il torrente Torre è noto che siano presenti come nidificanti due importanti specie di caradriformi, l’occhioneBurhinus oedicnemus, ed il corriere o piccolo, Charadrius dubius. Queste aree rappresentano inoltre luoghi idonei per calandroAnthus campestristottavillaLullula arboreaortolanoEmberiza hortulana, fanelloCarduelis cannabina, osservati solo durante i passi migratori, ma anche per la cappellaccia e lo strillozzo, segnalati come nidificanti. Nei greti cespugliati è inoltre possibile trovare succiacapreCaprimulgus europaeusaverla piccolaLanius collurio, e averla cenerinaLanius minor. Nel territorio di Remanzacco il succiacapre è stato osservato sia lungo il Torre che nella frazione di Orzano, dove nel 2011 è stato trovato un individuo morto. Averla piccola e averla cenerina sono specie in forte diminuzione a livello europeo a causa della perdita di habitat idonei alla riproduzione e l’utilizzo di pesticidi. Si segnala che l’averla maggiore è stata segnalata nel territorio di Remanzacco durante i passi migratori fino agli anni ’70. Infine tra le altre specie nidificanti in quest’area troviamo il gruccioneMerops apiaster. Questo coraciforme nidifica sulle scarpate prive di vegetazione che si formano sulle sponde naturali dei corsi d’acqua in seguito a fenomeni erosivi e scava il suo nido in corrispondenza degli strati di argilla e sabbia. Da anni il gruccione si riproduce sulla riva sinistra del T. Torre formando una colonia molto numerosa con una media annuale di 100 nidi.

 

L’avifauna di boschi e siepi

Nelle aree boscate è possibile incontrare tre diverse specie di picidi: picchio rosso maggioreDendrocopos major, picchio verde, Picus viridis, e torcicolloJynx torquilla. Mentre i primi due appaiono comuni e con popolazioni in costante incremento, il terzo un tempo diffuso è attualmente in declino anche a livello europeo e nel territorio comunale è segnalato fino agli anni ’70. Un’altra specie presente ed in recente espansione è il colombaccioColumba palumbus, che nidifica in svariate tipologie di ambienti boschivi di pianura. La tortora selvaticaStreptotelia turtur, invece, predilige riprodursi in ambienti boscati caldi e soleggiati rappresentati nell’area di indagine da boschi ripariali con presenza di aree cespugliate (VIDEO). Questa specie in lento e progressivo declino a livello europeo è in calo come popolazione nidificante anche a livello regionale. Le aree boscate presenti nel territorio comunale ospitano inoltre diverse specie di rapaci diurni, tra i più comuni e diffusi troviamo poianaButeo buteosparviere, Accipiter nisus e gheppioFalco tinnunculus. Quest’ultimo in pianura appare più legato ad ambienti aperti ed è solito nidificare anche su tralicci, torri e campanili, sfruttando generalmente nidi di gazza e cornacchia. Nei boschi golenali lungo il T. Torre in Comune di Udine sono segnalati come nidificanti nibbio brunoMilvus migrans e lodolaio Falco subbuteo e si ritiene molto probabile anche il falco pecchiaioloPernis apivorus. Tra le specie di rapaci notturni che possono frequentare questi ambienti troviamo gufo comuneAsio otus, e assiolo, Otus scops, specie in calo come nidificanti in regione. I luoghi idonei alla riproduzione dell’assiolo in pianura sono rappresentati da boschi radi sia naturali che d’impianto, campagne alberate, ma anche filari di salici e gelsi ricchi di cavità. La nidificazione di questa specie era nota fino agli anni ’70 nel cimitero di Orzano e nel corso delle indagini è stato individuato nei boschi ripariali lungo il T. Torre. Altre specie, che possono frequentare questi ambienti e trovare luoghi idonei alla nidificazione, sono: usignoloLuscinia megarhyncos codibugnoloAegithalos caudatus cinciallegraParus majorcinciarellaCyanistes caeruleuspicchio muratoreSitta europea rigogoloOriolus oriolus, ghiandaiaGarrulus glandarius, gazzaPica pica, cornacchiaCorvus coronemerloTurdus merula e fringuello,Fringilla coelebs. Le siepi miste di rovo ed i cespugli appaiono infine luoghi idonei alla nidificazione di capineraSylvia atricapilla.

 

L’avifauna delle zone umide

Nelle zone umide del Parco Comunale possiamo trovare come nidificanti comuni il germano reale, Anas platyrhyncos, e la gallinella d’acqua, Gallinula chloropus. Mentre durante i passi migratori tra gli anatidi e i rallidi possiamo osservare: folagaFulica atra, tuffettoTachybaptus ruficollis, porciglioneRallus aquaticus, marzaiolaAnas querquedula, morettaAythya fuligula ed alzavolaAnas crecca. In questi ambienti e nelle campagne limitrofe si possono incontrare l’airone bianco maggioreCasmerodius albus, l’airone cenerinoArdea cinerea, di cui è nota una garzaia lungo il corso del T. Ellero, e la garzettaEgretta garzetta. Un altro ciconiforme che frequenta queste aree durante i passi migratori ed osservata sempre lungo il T. Ellero è la cicognaCiconia ciconia. Lungo la Roggia Cividina, invece, all’altezza dei Casali Cainero è stata osservata la ballerina giallaMotacilla cinerea, e il martin pescatoreAlcedo atthis. Mentre la prima può trovare in questi ambienti luoghi idonei alla nidificazione, è infatti noto che nidifichi regolarmente lungo le rogge del Comune di Udine che presentano caratteristiche simili alla Cividina, il martin pescatore vi sosta durante i passi migratori e d’inverno. Un tempo era segnalato come nidificante lungo il corso del T. Torre, dove poteva trovare luoghi adatti alla costruzione del nido (cavità sulle sponde naturali dei corsi d’acqua), ma attualmente non viene più segnalato molto probabilmente a causa della perdita di habitat idonei dovuti alle opere di consolidamento delle sponde. Negli anni ‘80 la specie è stata osservata anche nella frazione di Orzano lungo il T. Ellero.

 

L’avifauna dei prati stabili e dei coltivi

Nei prati stabili è possibile incontrare la starnaPerdix perdix, la quagliaCoturnix coturnix, ed il fagiano comunePhasianus colchius, diffuso in tutta l’area indagata grazie ad immissioni effettuate a scopo venatorio. Queste tre specie sono infatti oggetto di prelievo venatorio ed in particolare la starna è stata inserita in un progetto di reintroduzione promosso dalla Provincia di Udine. Altre specie tipiche degli ambienti aperti prativi e dei coltivi sono allodolaAlauda arvensiscappellacciaGalerida cristatapavoncellaVanellus vanelluscutrettolaMotacilla flava, e saltimpaloSaxicola torquatus. Più legati ad ambienti prativi caratterizzati da fitta ed alta vegetazione arborea e arbustiva e localizzati in prossimità di zone umide sono cannaiola verdognolaAcrocephalus palustriscanapino comuneHippolais polyglotta, e sterpazzolaSylvia communis. Nelle aree prative aperte e soleggiate che si alternano a formazioni boschive è possibile incontrare anche l’upupaUpupa epops.

 

L’avifuana delle aree urbane

Nelle aree urbane è possibile trovare diverse specie sinantropiche che si sono via via adattate a vivere a stretto contatto con l’uomo sfruttando la maggiore disponibilità e facilità di reperire cibo, la minore presenza di predatori, l’elevata disponibilità di siti adatti alla nidificazione e condizioni climatiche migliori rispetto agli ambienti circostanti. Le piante ornamentali presenti in parchi urbani e giardini o all’ingresso di cimiteri sono luoghi adatti alla nidificazione di cardellinoCarduelis carduelisverdoneCarduelis chloris, e verzellinoSerinus serinus. Anche la tortora dal collareStreptotelia decaocto, sfrutta generalmente per nidificare conifere ornamentali, ma si adatta anche a costruire il nido su pali della luce o del telefono, cornicioni o travature. Siepi, filari e alberature stradali, parchi e giardini possono essere utilizzati come siti di nidificazione da cornacchiaCorvus coronegazzaPica picamerloTurdus merula, e stornoSturnus vulgaris. Questi ambienti vengono frequentati durante l’inverno dal pettirosso,Erithacus rubecula. Vecchi fabbricati, cascinali abbandonati, costruzioni rurali, stalle tradizionali, fienili, torri e campanili possono essere utilizzati come siti di nidificazione per rondineHirundo rusticabarbagianni, Tyto alba, e civettaAthena noctua. Sottotetti e cavità di edifici e costruzioni di vario tipo vengono utilizzate da rondone comuneApus apusbalestruccioDelichon urbicapigliamoscheMuscicapa striatastornocodirossoPhoenicurus phoenicuruscodirosso spazzacaminoPhoenicurus ochruroscolomboColumba livia domestica, passera europeaPasser domesticus, e passera mattugiaPasser montanus, per la riproduzione.

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Written by Giovanni Cassina